JobsAcademy: L’alternativa che non c’era

Pubblicato il 10 Giugno 2019 Categoria:

Vi proponiamo l’articolo uscito recentemente sulla rivista PLASTIX:

L’ITS di San Paolo d’Argon ha attivato da alcuni anni un inedito corso in “Tecnologia delle materie plastiche” avvalendosi della collaborazione di diverse aziende di settore. Un percorso che porta all’assunzione del 100% degli iscritti

La Fondazione ITS JobsAcademy, nata a Bergamo nel 2010 e con sede didattica a San Paolo d’Argon (Bergamo), è una delle prime risposte italiane alla richiesta del mercato di poter contare su percorsi formativi di alta specializzazione tecnologica, sul modello di successo che da tempo interessa diversi Paesi europei e punta sulla formazione tecnica post diploma, facendo degli ITS (Istituti Tecnici Superiori) interlocutori privilegiati con il mondo delle imprese. La struttura didattica, organizzata in un biennio, prevede 1.000 ore di attività all’anno, di cui 600 erogate in aula e 400 di stage, che si svolgono in base a un piano di lavoro concordato tra JAC e l’impresa e quindi condiviso con lo studente. Nel corso del biennio, lo studente ha la possibilità di effettuare periodi all’estero e trovare nella Fondazione il supporto allo sviluppo di un progetto di ricerca, così come all’avvio di una attività imprenditoriale. Tra i dieci corsi attualmente attivi (diventeranno 13 entro il 2020), suddivisi in due aree (Business e Technical), è inserito quello in “Tecnologia delle materie plastiche”, capace di raccogliere studenti da tutto il paese. «Il corso è stato avviato nel 2013, dopo una fase organizzativa a cui hanno partecipato professionisti del settore come Claudio Celata, oggi coordinatore e consulente scientifico del corso, e imprese trasformatrici di materie plastiche e gomma operanti nella provincia di Bergamo, tra cui Persico, Gewiss, Plastik, BM, Scame, Acerbis…» racconta a Plastix Maurizio Orena, direttore generale della Fondazione. «Oggi possiamo affermare di poter offrire un percorso formativo praticamente unico nel suo genere in Italia per competenze su questo settore».

È possibile avere qualche numero “essenziale” del corso?

Quest’anno le due classi previste dal biennio di studi occupano rispettivamente 26 e 20 studenti. Numeri che attualmente non ci consentono di soddisfare appieno le richieste di personale che pervengono alla Fondazione dalle imprese trasformatrici di materie plastiche. Dall’avvio del corso, infatti, tutti i diplomati (in possesso di diploma di V livello EQF) hanno trovato un impiego direttamente presso le realtà dove hanno effettuato gli stage; alcuni di essi, oltre a lavorare, hanno scelto di proseguire gli studi all’università, approfittando – ai fini del conseguimento della laurea triennale – della nostra collaborazione con diversi atenei nostri partner, sia in Italia sia all’estero.

 

Qual è il ruolo delle aziende con le quali la Fondazione interagisce?

Le imprese, insieme alle associazioni che sono socie partecipanti (Federazione Gomma Plastica, Assorimap, IT-RO e TMP), ricoprono un ruolo fondamentale nel modello di business della Fondazione. Sono coinvolte in tutte le fasi che caratterizzano il nostro core business, dalla formulazione iniziale dei fabbisogni previsti fino ad arrivare al coinvolgimento degli studenti all’interno delle loro organizzazioni, per gli stage o per l’assunzione, oltre a docenze specialistiche in aula per alcuni moduli formativi del corso, piuttosto che per esperienze laboratoriali produttive. Per questo la Fondazione è aperta alla partecipazione di aziende e istituzioni, con modalità diverse legate alle specificità di ogni realtà, che contribuiscano al perseguimento delle finalità statutarie e che siano interessate alla formazione tecnica di figure professionali nelle aree Business e Technical. Anche perché in JAC, ogni anno, il Piano Formativo viene aggiornato proprio per cogliere il più possibile le richieste del mondo del lavoro e le opportunità offerte dall’innovazione.

Come avviene, ai fini del percorso formativo, la collaborazione con le aziende?

Per ciascuno dei corsi attivati presso la JAC, il lavoro di collaborazione con le aziende è diretto e continuo. Prima dell’attivazione, ci confrontiamo con il tessuto produttivo del nostro territorio di riferimento, affinché emergano esigenze specifiche sulla richiesta di figure specializzate, in questo caso nelle materie plastiche e nella meccatronica. Da questa base progettiamo e aggiorniamo periodicamente i corsi, non perdendo mai il contatto con la realtà del mercato. Oltre alle imprese del settore socie della Fondazione, parecchie altre collaborano attivamente, ospitando gli studenti nei due periodi di stage del primo e del secondo anno e, soprattutto, offrendo posti di lavoro ai diplomati, a partire da poche settimane dopo la conclusione – a fine luglio – degli esami ministeriali. Infatti, tutti i diplomati dei bienni finora completati sono stati assunti in società del comparto materie plastiche. Altre aziende, in particolare i costruttori di macchine, apparecchiature e stampi per la lavorazione di plastica e compositi, o che producono materie prime e compound, contribuiscono invece all’attività di formazione con interventi in aula di loro specialisti, nell’ambito dei vari moduli didattici.

Veniamo quindi al corpo docente. Di quali figure vi avvalete?

Una particolarità del nostro percorso di studi è quella di poter contare su un corpo docenti formato prevalentemente da professionisti, che dedicano una parte del loro tempo all’insegnamento presso la nostra sede. Come per tutti i corsi JAC, anche in questo caso ci avvaliamo di docenti che provengono in larghissima misura dall’industria di riferimento, quella appunto delle materie plastiche e dei compositi. In questo modo, JAC è in grado di garantire la qualità della didattica con un costante aggiornamento rispetto alle tecniche di produzione, applicazione, recupero e riciclo.

 

 

 

 

Perché scegliere JAC invece dell’università?

Nel primo decennio di vita della Fondazione, l’inserimento lavorativo dei nostri studenti di tutti i percorsi attivati ha consuntivato il 97,2% di occupati, mettendo in evidenza che la quasi totalità decide di terminare il proprio percorso formativo con JobsAcademy. Un dato che conferma come questa modalità innovativa per il sistema scolastico italiano riesca a colmare al meglio il gap che negli anni si era venuto a creare tra le competenze dei lavoratori e le abilità specifiche richieste dalle aziende. Inoltre, è importante ricordare che La Fondazione persegue lo scopo educativo di accompagnare il giovane a divenire una persona adulta, consapevole di sé, che viva il lavoro come possibilità di sviluppo personale e contributo alla realizzazione del bene comune. Ed è oggettivo che una proposta educativa e formativa, così fortemente incentrata sulla realtà e sulla persona, ha riscontrato grande interesse e adesione negli anni, pienamente confermati dal trend delle iscrizioni, che anche nel 2018 ha consuntivato un +15% circa, portando a 459 il numero complessivo degli studenti iscritti nel biennio in corso.

Come sviluppano, invece, le cosiddette soft skill?

Le competenze trasversali sono caratteristiche personali importanti in qualsiasi contesto lavorativo, perché influenzano il modo in cui facciamo fronte di volta in volta alle richieste dell’ambiente lavorativo. La capacità di risolvere i problemi, la resistenza allo stress, la precisione, la resilienza o la capacità di comunicare, sono solo alcune delle tante citate soft skill che sempre di più le aziende ricercano perché abilitano la “costruzione” di team di lavoro efficaci ed efficienti, utilissimi per potenziare la produttività e perseguire logiche di “continuos improvement”. Si tratta quindi di competenze necessarie, che è fondamentale avere per affrontare con successo l’inserimento nel mondo del lavoro e per questo motivo costituiscono per noi un punto di grande attenzione nella costruzione di una didattica formativa non convenzionale che le faccia emergere.

In conclusione, JAC è l’alternativa che mancava? Qual è a suo giudizio il valore aggiunto insito in questo percorso di studi?

JobsAcademy rappresenta la prima esperienza italiana di offerta formativa professionalizzante terziaria per studenti diplomati. Si rivolge chi cerca un’alternativa innovativa e concreta che li accompagni in un percorso di crescita personale e professionale. Mentre tutti parlano di teorie, spesso astratte e lontane dal vivere quotidiano, JAC ribalta il concetto affermando l’importanza di partire dalla realtà: la realtà dei propri desideri, la realtà dei talenti personali, la realtà del fabbisogno delle aziende, come possibilità concreta per costruire un futuro dignitoso e gratificante.